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10 giugno 2021

Scuola Montessori a Pavia: rischio di estinzione

Riporto la notizia della frattura fra Istituto Comprensivo di Cava Manara, Ufficio Scolastico Territoriale, Comune di Sommo, Associazione Montessori Attiva di Pavia e genitori sul progetto di scuola Montessoriana che ha trovato spazio presso la scuola Passerini di Sommo, gestita dall'IC di Cava Manara.

Venerdì 7 maggio 2021, con una comunicazione non ufficiale quanto lapidaria, l'ICC di Cava Manara comunica ai genitori dei 25 bambini iscritti alla prima a/s 2021-22 che l'istituto non avrebbe più offerto il corso a didattica differenziata Montessori, chiedendo di scegliere tra il corso tradizionale e il trasferimento, entro lunedì 10.

La comunicazione, un fulmine a ciel sereno, lasciava sbigottiti i genitori e tutte le parti promotrici del progetto.

Il 19 maggio Montessori Attiva e genitori organizzano una manifestazione davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale a Pavia in Piazza Italia.

La manifestazione vede la partecipazione di alcuni politici (tra cui il consigliere regionale del M5S Simone Verni) e di una rappresentanza del comune di Sommo, che ha investito soldi ed energie a sostegno dell'iniziativa (interventi di riqualificazione urbana, presidio giornaliero della Polizia Locale, gestione traffico, gestione mensa  ecc.).

Per contro, il personale dell'Ufficio Scolastico, diretto dalla d.ssa Letizia Affatato, e dell'IC di Cava Manara, diretto dalla D.S. d.ssa Oglio, sono marcatamente assenti, non ricevono delegazioni, e sembrano ignorare completamente le proteste.

I giornali locali fanno eco, tra cui "La Provincia Pavese" e "Il Ticino".

https://video.laprovinciapavese.gelocal.it/locale/genitori-e-bimbi-in-protesta-sotto-la-provincia-no-alla-chiusura-del-corso-montessori/147172/147871

https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/prima-slata-metodo-montessori-1.6382511

In un video caricato su YouTube, Montessori Attiva e genitori spiegano la ragione delle loro proteste e del disappunto per i tempi e i modi con cui l'Istituto ha comunicato di non voler attivare la classe prima per l'anno scolastico 21/22.

Il 24 maggio, il consiglio di istituto approva la formazione della classe prima, a/s 21-22 a metodo differenziato Montessori, a condizione che vi siano sufficienti insegnanti.

In un video caricato su YouTube, l'1 giugno,  la Direttrice Scolastica giustifica il ritiro del sostegno all'iniziativa per mancanza di insegnanti formate. Servirebbero infatti 8 docenti formati per consentire di coprire tutte le ore nelle classi -dalla prima alla quinta- e al massimo la scuola potrebbe averne 5.

Il 2 giugno, un nuovo articolo pubblicato sulla Provincia Pavese riporta la posizione dei genitori che ribadiscono la loro scelta di iscrivere i bambini alla classe prima, metodo Montessori, e l'impegno piuttosto nebuloso della D.S. di "non affossare" questa opportunità.

https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2021/06/02/news/scuola-montessori-le-mamme-non-ritirano-le-iscrizioni-1.40345257 

D'altronde, l'Associazione Montessori Attiva ha attivamente assistito e ricercato le insegnanti aggiuntive ogni anno, per ogni classe prima avviata. Ha promosso corsi e sostegno per la formazione delle insegnanti in collaborazione con l'Opera Nazionale Montessori.  Quest'anno, finalmente, si giungeva al completamento del ciclo, con l'uscita della classe quinta, la prima partita nel 2016. Insomma, a parte trasferimenti e abilitazioni, si cominciava ad avere un gruppo di docenti montessoriane che facessero da nucleo stabile al plesso, che è la condizione necessaria per non arrivare ogni anno nel dubbio della continuità.

 Parallelamente, a Vigevano, i genitori dell'unico Asilo Nido comunale in provincia a Metodo Montessori, protestano per il rischio di chiusura, a seguito della decisione di affidare il servizio in appalto esterno:

https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2021/06/05/news/nido-a-rischio-l-insegnamento-montessori-1.40357150

 

 

08 luglio 2020

US Robotics 5462

In ogni famiglia con un certo numero di figli, c'è quello 'uscito male'.

La US Robotics non fa eccezione.

Guarda caso, l'access point Wifi che ho comprato anni fa, è proprio uno di questi.

Il modello è il 5462, (qui la pagina di US Robotics) che veniva venduto insieme ad una chiavetta WiFi, che invece ha funzionato abbastanza bene.

Questo baracchino, che è proprio una baracca, ha un hardware talmente brutto che non è stato nemmeno preso in considerazione da parte degli sviluppatori open source, per i progetti OpenWRT e DDWRT, che consentono di "personalizzare" la propria centralina WiFi.

Qui trovate la descrizione e le specifiche del chipset, che è un Intersil ISL3893, in questo forum, bollato come vecchio e pieno di difetti: "wireless driver full of bugs and not worth to be further developed".

In questi giorni lo sto usando come Access Point della rete "ospiti", chiamiamola così, perché la Vodafone Station Revolution non mi dà la possibilità di configurare gli orari di accesso, e quindi limitare la navigazione ai miei ragazzi.

Il problema più grave è che continua a perdere l'ora, e non è in grado di sincronizzarsi con alcun server esterno. Spesso lo trovo bloccato, entro e scopro che l'AP è tornato nel gennaio del 1970! Ovvio che nel 1970 non c'era WiFi e non può funzionare...

Delle tre opzioni presentate per l'aggiornamento dell'ora, l'unica che funziona è l'aggiornamento con inserimento manuale. Non funziona NTP, non funziona 'prendi l'ora dal computer', e evidentemente, il sistema non riesce a ricordarsi l'ora neanche da un giorno con l'altro...

Insomma, un pezzo di hw da dimenticare, che perde il tempo e fa perdere tempo!

16 giugno 2020

Android 4.4, figli e obsolescenza

Hai un vecchio telefono o tablet Android 4.4

Hai un minore di 13 anni.

Puoi dargli il dispositivo con un suo account Google?

TLDR: No.


Android Logo (2014)

Android Kit Kat, v. 4.4 è stato rilasciato alla fine del 2013, e manutenuto fino al 2017. Era ottimizzato per dispositivi di fascia bassa, e nel 2014 Android era il sistema operativo di 3 miliardi di dispositivi.

E' facile che, tra questi miliardi,  qualche vecchio telefono o tablet sia sopravvissuto fino ad oggi, a cinque anni di distanza.

Vorresti dare a tuo figlio di dieci o undici anni un vecchio telefono Android?
Beh, per usare la maggior parte delle funzioni, deve avere un account Google.

Facile: si va su accounts.google.com e si crea l'account. Tutto bene fino a quando non inserisci la data di nascita. Se ha meno di 13 anni, ti verrà indicato un generico errore "Ops, qualcosa non ha funzionato".

Scavi un po' e scopri che il giovane deve avere almeno 13 anni per creare un account Google. E l'alternativa?

L'alternativa c'è e si chiama Family Link, un app che va installata sul dispositivo del genitore, e su quello dei ragazzi.

    Google Family Link, app di controllo parentale per Android
Peccato che funziona solo su dispositivi Android dal 7.0 in su, e forse, ma forse, anche su qualche smartphone con Android 5 o Android 6, ma bisogna verificare modello per modello.

Insomma, vi sembra di fare le cose giuste, di fare economia, di riciclare, e di proteggere vostro figlio seguendo le indicazioni di Google, ma queste cose non sono compatibili fra di loro.

Mi riprometto di raccontarvi in un post successivo le strategie che ho usato per aggirare l'ostacolo.

Nel frattempo vi lascio un link che potrebbe fornirvi qualche indicazione:




01 gennaio 2020

Montessori, Mason, Steiner

Vi ripropongo, per sommi capi, un articolo divulgativo di Jean Miller sui diversi approcci alla scuola in casa, che ho trovato in inglese.


Un confronto tra metodi di scuola in casa: Charlotte Mason, Montessori e Steiner

Prima di avere figli, ho studiato didattica a scuola. Mi hanno insegnato che i bambini inseriti in una didattica della manualità hanno risultati migliori di quelli che non lo sono.

Così, quando arrivarono dei figli e decidemmo di fare scuola in casa, mi applicai per capire meglio questi approcci che favoriscono la manualità. Sapendo che i metodi di Charlotte Mason, Montessori e Steiner/Waldorf sono tutti esperienziali e rispettano l'individualità del bambino, ho cercato di rapportare questi approcci con le esigenze della nostra famiglia.

Oggi condivido con voi quello che ho imparato.

La mia esperienza personale

Ho sperimentato ognuno di questi metodi in misura maggiore o minore: proverò a raccontarvi le mie impressioni.

Dopo la laurea, ho lavorato per un anno in una classe Montessori 3-6 anni, e, per alcuni anni successivi, ho venduto materiali Montessori artigianali.

Ho usato alcuni materiali di Charlotte Mason a casa nostra quando i ragazzi hanno cominciato la scuola media e oltre.

Ma il grosso della mia esperienza è con il metodo Steiner/Waldorf perché è quello che ho scelto per la nostra famiglia. Ho educato tre figli a casa per più di venticinque anni e condotto lezioni ispirate al metodo per parecchi piccoli gruppi. 

Le radici storiche

Al di là delle mie esperienze personali, cerchiamo di capire le origini di questi metodi.

I proponenti di questi approcci condividevano tutti l'aspirazione di combattere una istruzione "industriale", cioè la tendenza a formare i bambini per un impiego specifico nel mondo del lavoro, fin dalla tenera età.

Nessuno di loro ha promosso l'uso di libri di testo o delle verifiche. Nonostante fossero di paesi diversi (Inghilterra, Italia, Germania), tutti desideravano profondamente costruire un mondo migliore.

Ciascuno di loro ha creato un metodo che promuove la natura spirituale e fisica del bambino, a partire da un fondamento di arti liberali. 

Per questi motivi ho un profondo rispetto per tutti e tre gli approcci.

Il metodo di Charlotte Mason

Il metodo di Charlotte Mason fu il primo dei tre, presentato nel libro Home Education del 1886. In Inghilterra la Mason creò un movimento (Parents' Educational Union)  per aiutare i genitori ad istruire i figli in età prescolare a casa o in piccoli gruppi.

Charlotte Mason sosteneva che i genitori dovevano essere i primi insegnanti dei propri figli, e quindi avrebbero beneficiato dalla comprensione dei principi fondamentali dello sviluppo infantile. A questo scopo pubblicava un bollettino mensile.

Oggi si trovano ancora scuole che utilizzano il metodo Mason. I suoi scritti sono stati ripubblicati negli anni '80 con rinnovato successo.

Il metodo Charlotte Mason è caratterizzato da brevi lezioni di 10 o 20 minuti per non stancare, e l'uso di "libri vivi" che insegnano "pensieri nobili", in parziale sostituzione dell'insegnamento diretto dei docenti.

Il metodo Montessori

Maria Montessori inaugurò la prima Casa dei Bambini a Roma nel 1907, per dare del "lavoro vero" a bambini che non avevano ordine e struttura nella loro vita.

Aveva scoperto che, fornendo a questi bambini, provenienti da famiglie di basso reddito, materiali presi dal "mondo reale", si sviluppavano e rimanevano concentrati per ore. Giunse alla conclusione che i bambini preferiscono fare cose "vere" rispetto al gioco di fantasia.

Il metodo Montessori è caratterizzato da bellissimi materiali didattici che contengono un metodo di "controllo dell'errore", che consente ai bambini di lavorare da soli e di verificare il proprio operato.

In una classe montessoriana, i bambini imparano "da soli" in un ambiente "preparato" dopo che l'insegnante ha impostato i materiali e trasmesso le attività. I bambini apprendono utilizzando i cinque sensi, al proprio ritmo. Dagli ultimi anni delle elementari i ragazzi lavorano in maniera indipendente a progetti di ricerca.


Il metodo steineriano


Rudolf Steiner aprì la prima Scuola Waldorf nel 1919 per i figli degli operai. Il suo obiettivo era di educare alla libertà e all'apertura del cuore attraverso le arti nel contesto dell'Europa del primo dopoguerra. (vedi articolo di Wikipedia)
Il suo approccio inserisce le arti in ogni lezione come mezzo per rafforzare la volontà e portare gioia nell'apprendimento.

Un asilo steineriano presenta molti oggetti naturali da manipolare e giochi aperti che i bambini possono utilizzare per ricreare scene di vita reale e dei racconti.
Nel corso delle elementari, le materie vengono insegnate utilizzando racconti, e i bambini registrano le cose imparate usando il disegno e la scrittura nei quaderni assemblati da loro stessi, detti quaderni della lezione principale. Questi quaderni autocostruiti sostituiscono i libri di testo e le schede.

Differenze e somiglianze tra gli approcci

E' interessante notare che tutti e tre i metodi sono favorevoli ad un ambiente 'casalingo' negli anni dell'infanzia, e a passare molto tempo all'aperto. Questo è sicuramente possibile a casa!
Negli anni delle elementari, le differenze principali si notano nella quantità di tempo dedicato al lavoro indipendente e da chi o cosa arriva l'insegnamento.
Montessori incoraggia maggiormente l'apprendimento autonomo e i materiali hanno il compito di insegnare.
Con l'approccio di Charlotte Mason, l'insegnamento è delegato ai libri.
Nella pedagogia Waldorf si privilegia l'interazione personale e l'insegnamento avviene attraverso un canale umano.
Ho imparato che la quantità di lavoro autonomo può essere tarato a casa in base alle esigenze della specifica famiglia. In generale, più sono i bambini e le resposabilità gestite da Mamma, più è costretta a trovare modi e situazioni in cui l'apprendimento avviene in autonomia, specialmente quando i ragazzi crescono.
E questo non è una cosa negativa. Anzi, l'obiettivo è di formare uno studente autonomo per quando lascerà casa per andare al college.
Tra i tre metodi, Waldorf e Charlotte Mason si assomigliano di più nell'approccio all'apprendimento. Nella scuola Waldorf, le arti costituiscono una parte importante di ogni lezione e contribuiscono a rinforzare la volontà del bambino. Charlotte Mason sosteneva che le abitudini allenano la volontà.
In entrambi i metodi le lezioni vengono costruite attorno ai 'libri vivi' e racconti elaborati. 
La differenza principale sta nella lunghezza delle lezioni: per Charlotte Mason, devono essere brevi e passare spesso da un argomento ad un altro. Nel metodo Steiner le lezioni durano da un'ora e mezza a due ore e affrontano lo stesso argomento per settimane, come nei testi della scuola tradizionale.


Il pezzo originale:

Comparing Homeschooling Methods: Charlotte Mason, Montessori, and Waldorf

https://ihomeschoolnetwork.com/comparing-homeschooling-methods/

Se volete una traduzione più completa, basta aprire l'articolo in Chrome e chiedere al browser di tradurvi la pagina... :-)


14 maggio 2019

Scuola Montessori e Ufficio Scolastico Provinciale

L'Ufficio Scolastico Provinciale

Prima si chiamava "Provveditorato agli Studi", poi Centro Servizi Amministrativo (CSA), poi Ufficio Scolastico Provinciale (USP), ora "uffici con competenza per ambiti territoriali" (AT). Questa l'evoluzione della denominazione dell'ufficio delegato dal Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) per sovraintendere le scuole locali.

Questo post riassume la Direttiva protocollo n. 7551/FR del 7 settembre 2006 ed elenca tra i compiti dell'ufficio la

ricognizione, per ogni opportuna azione di supporto, dell’offerta formativa realizzata dalle istituzioni scolastiche;
 ricognizione e monitoraggio dello stato di assegnazione e di utilizzazione dei finanziamenti attribuiti alle istituzioni scolastiche autonome.
Ho deciso di cercare un incontro con il Dirigente dell'USP di Pavia, per esporre il mio caso personale e capire che percezione ha della situazione delle scuole di Pavia, e, in particolare, riguardo alla possibilità di avviare sezioni a didattica differenziata Montessori.

Le scuole pubbliche a Pavia

Pavia: 70 mila abitanti, 12 scuole primarie pubbliche (la vecchia Scuola Elementare), 4 plessi scolastici o scuole principali.

Nessuna sezione Montessori, nessuna sezione con frequenza solo di mattina.

Voglio capire se il Dirigente ha una responsabilità nei confronti di quelle famiglie che abitano a Pavia e che quotidianamente affrontano chilometri in auto per portare i propri figli ad una scuola lontana perché in città l'offerta è carente.

Idem per le famiglie che decidono di affrontare spesi ingenti per iscrivere i figli a scuole private (paritarie) che offrono il pomeriggio libero, perché la scuola statale non offre questa possibilità.

Voglio capire se l'ufficio provinciale ha la sensazione che ci sono famiglie che non sono soddisfatte da quello che offre la scuola pubblica a Pavia.

L'incontro

Dopo vari tentativi telefonici infruttuosi da ambo le parti, scrivo una mail e infine riesco a parlare con una signora gentile che mi spiega che c'è un impiegato assegnato alle relazioni con i genitori.

A questo punto ci diamo appuntamento e, non mi sembra vero, una mattina mi trovo seduto alla scrivania di una affabile maestra "distaccata", cioè non in servizio in aula, ad esporre il mio caso.

Insieme con me ho invitato anche una rappresentante dell'associazione dei genitori promotori del metodo Montessori, sia per confermare date e numeri che per cogliere qualunque proposta costruttiva dovesse emergere a favore del cambiamento.

A tre, raccontiamo le nostre esperienze, analizzando punti dubbi o critici, e, con pazienza, l'impiegata cerca di spiegarci il ruolo del suo ufficio.

I ruoli delle parti

Molto riduttivamente, ho capito che l'Ufficio Provinciale si interessa dell'offerta formativa solo per questioni amministrative.

Quando le scuole propongono il numero di nuove classi e per ciascuno il numero di alunni, l'Ufficio verifica che la proposta sia compatibile con il numero totale di insegnanti assegnati alla Provincia. Verifica che le classi rispettino i vincoli numerici e le quote "stranieri".

L'offerta è a totale discrezione del Direttore o Direttrice del plesso, in conformità alle indicazioni ministeriali sull'autonomia degli istituti scolastici, e ogni plesso tende a soddisfare le richieste della maggioranza delle famiglie.

In una città come Pavia, dove nella maggior parte delle famiglie lavorano entrambi i genitori, se 80% dei genitori vuole il tempo pieno, partiranno classi a tempo pieno. In generale, dato che le scuole sono in competizione fra loro per ottenere risorse economiche e di personale, non è mai nell'interesse di una scuola primaria proporre classi con meno ore e quindi impegnare meno organico.

Solo una scuola che ha almeno quattro classi nuove potrà mettere insieme abbastanza genitori che non lo vogliono per far partire una classe che fa meno rientri pomeridiani.

Nessuno, tanto meno l'Ufficio Provinciale, verrà a chiedere ad un Dirigente di prendersi carico delle richieste di minoranza.


Per quanto riguarda le sezioni differenziate a metodo Montessori, il discorso si fa ancora più complesso. Infatti per offrire una sezione a metodo differenziato, gli insegnanti devono essere qualificati. La formazione Montessori con l'Opera Nazionale Montessori costa 550 ore e qualche migliaio di euro, normalmente a carico dell'insegnante. Se spalmate 550 ore sulle sere e i weekend, e pensate che i corsi non sono solitamente sotto casa, ma magari in una città ad un'ora di auto, iniziate a capire come mai l'Italia non è piena di maestri e maestre montessoriane.

Dunque, supponiamo che esista una scuola primaria che ha un organico stabile di 20 insegnanti e voglia istituire una sezione a didattica differenziata. Ebbene, dovrà trovare due insegnanti qualificati, e far uscire due insegnanti non qualificati. Si capisce bene che questo solitamente non avviene, se non per via di trasferimenti o pensionamenti.

Le conclusioni

Dal mio colloquio di oggi, assolutamente informale e senza riferimenti bibliografici, ho capito che la "scuola della mutua" non ha, almeno a livello provinciale, obiettivi istituzionali che vadano fuori dal rispetto delle leggi e delle direttive amministrative.

Ho trovato gentilezza, cordialità e anche passione per l'attività e la missione svolta in questo ambito così delicato e importante per la nostra società. Ma, come spesso succede, l'iniziativa è lasciata all'individuo per le scelte e alle associazioni di genitori per le proposte di cambiamento.

Io, come genitore, sono responsabile dell'istruzione dei miei figli, e voglio continuare a provarci.


03 maggio 2019

Escursionismo e internet

Da ragazzo amavo fare le camminate in montagna; organizzavamo le uscite con i miei amici in base alla stagione, ai mezzi di trasporto e alle cartine dei sentieri.

Anche oggi amo fare le passeggiate in montagna, e internet e mappe online ci hanno cambiato la vita. Spesso riesco a cavarmela anche senza cartina! Però oggi ho esigenze diverse e devo avere una buona idea del grado di impegno richiesto, per sapere chi tra amici e familiari è in grado di completare il percorso.

Vorrei segnalarvi alcune risorse che ho utilizzato, che non hanno la pretesa di essere perfette o di coprire ogni esigenza, ma hanno funzionato bene per me che vivo in Lombardia, e faccio soprattutto uscite in giornata.

Un portale comunitario che raccoglie percorsi, testimonianze, segnalazioni e un forum per scambiarsi informazioni è gulliver.it. Molto efficace e rapido nella consultazione, è uno dei primi posti dove vado a cercare cosa c'è in una certa zona.

Altro punto di riferimento, specifico per il Nord Italia, è Zaino in Spalla di Fabrizio Bellucci, detto Bicio, che raccoglie centinaia di schede molto dettagliate di passeggiate ed escursioni.

Internet è una miniera d'oro per i cercatori, e sono sicuro che ci sono altre fonti utili. 
Aspetto vostre segnalazioni.

Intanto, buon cammino! 

17 febbraio 2019

il lettore Kindle in mano al bambino

Siamo una famiglia che legge più della media. A Natale è arrivato un bellissimo regalo ad uno dei miei figli: un Kindle PaperWhite.


Prontamente ho avviato l'impostazione dell'account e insieme abbiamo trovato i primi libri sul negozio elettronico. Chiaramente l'account è il mio ed è collegato ai meccanismi di pagamento impostati su Amazon.

Comprare un libro? No problem

Terminati i primi libri, la giovane lettrice in questione ha subito cercato una nuova serie dello stesso autore, e, ottenuta l'autorizzazione, ha avviato l'acquisto.

Con mia grande sorpresa, il Kindle non ha chiesto password né codici, niente di niente. L'acquisto fila via liscio e mi ritrovo l'addebito sul conto.

La cosa mi lascia molto perplessa, e ricontrollo quattro volte le impostazioni dell'account: non c'è l'acquisto con singolo click, non ci sono flag del tipo, "Ricordami" o "Non mi chiedere niente, compra e vai!". Sembra tutto ok, lato account Amazon.

La cosa si ripete in una seconda occasione, e capisco di avere in mano una bomba ad orologeria.

Time, clock, bomb pictures
Finalmente oggi, in occasione dell'ennesimo acquisto, raccolgo le mie energie e mi metto di traverso. "Fermi tutti! Questa cosa deve finire!"

La soluzione: Kindle FreeTime

Indago un po' e scopro l'esistenza di Free Time. E' il nome che Amazon ha dato agli account dei minori utilizzatori del lettore Kindle ed è collegato ai "Parental Control" ossia al controllo genitoriale.

Con "Free Time" il genitore imposta la password di "Parental Control" ed è solo inserendo questa password che il bambino può accedere al negozio online. Non solo, una volta acquistati i libri, il genitore deve esplicitamente aggiungerli alla lista visibile al bambino.

Trovate le istruzioni sul sito di Amazon, e un articolo più panoramico in questo blog di Micaela.
In inglese, invece trovate un post ancora più dettagliato sul sito pocket-lint.