05 settembre 2018

Vivi ecologico: le cialde ricaricabili

La vecchia moka è andata in pensione, è arrivata la macchinetta del caffè a cialde.

Comodissima, velocissima, e la qualità è forse migliore della moka.

Voti molto bassi però sul fronte ecologia.

Soprattutto le cialde in plastica generano una montagna di spazzatura indifferenziata.

In Germania sono bandite in alcuni uffici pubblici, proprio per questo motivo. Avete idea di che montagna di cialde genera la burocrazia tedesca ogni giorno?

Nel nostro ufficio usiamo una macchinetta del tipo "Dolce Gusto".

Ho provato ad aprire le cialde, almeno per recuperare il biologico, quel prezioso cumuletto di caffè usato che piace tanto alle piante in vaso. Quasi mi stavo ammazzando con il coltello da cucina.

E la plastica? Dicono che è plastica speciale, per le alte temperature, non riciclabile con la differenziata.

In conclusione, chi vuole bene al pianeta dovrebbe stare lontano dalle macchinette del caffé a cialde.

Colpo di scena: entrano le cialde ricaricabili.              

Una cialda compatibile con la tua specifica macchinetta, che si apre e si chiude e si carica con il caffè macinato che scegli tu.

Come tutti questi trucchi, (hack, direbbero gli inglesi) ci vuole un po' di accortezza, e qualche giorno di sperimentazione.

Bisogna centrare la capsula esattamente sotto l'ago. Non è semplice. E se sbagli butti via la cialda e il caffè.

Scegliere la grana della miscela di caffé ottimale, per avere la schiuma come piace a te.

Trovare la pressatura ideale per non ritrovarsi acqua sporca al posto del Caffè.

capsule ricaricabili Dolce Gusto


Insomma, non è per tutti.

Ma dopo averle provate per sei mesi, vi posso garantire che le combinazioni giuste esistono, e se il risparmio è trascurabile, avete almeno la sensazione di guadagnare punti con la coscienza, di "Fare la cosa giusta".

Di sicuro alleggerite la discarica dal vostro contributo quotidiano di cialde indifferenziate.


27 agosto 2018

FreePBX compra Asterisk

 Con questo comunicato stampa di Sangoma si annuncia una piccola rivoluzione nel mondo della telefonia "alternativa". Per 30 milioni di dollari, Sangoma compra Digium.

FreePBX, con la sua rana verde, è da alcuni anni l'interfaccia grafica preferita dagli utenti non specialisti per il centralino software asterisk.


Per chi non lo conoscesse, asterisk è un software gratuito che consente a chi smanetta un po' di crearsi un centralino telefonico 'software' in casa, in grado di smistare le chiamate, rispondere con messaggi vocali, gestire decine di interni, e, con un po' di sforzo, di fare della contabilità di base delle chiamate. Con questo centralino è possibile agganciarsi a provider VOIP, ossia di telefonia su rete internet, e sfruttare le tariffe concorrenziali che possono offrire per effettuare telefonate internazionali, o poter offrire servizi automatici personalizzati a basso costo.

Io lo utilizzo da anni in azienda, ma probabilmente molti di voi avranno chiamato un centralino asterisk senza saperlo.

La configurazione di asterisk non è banale e neanche particolarmente simpatico al neofita (user friendly, dicono gli inglesi), ragion per cui sono nati sia sistemi "già fatti", a cui applicare un minimo di personalizzazione, che strumenti dedicati a semplificare la vita dell'utente, come l'interfaccia grafica FreePBX.



FreePBX, è sì gratuito, ma per fare delle cose serie prevede moduli a pagamento. Da qualche anno FreePBX è gestito da Sangoma Technologies, che realizza anche centralini finiti e telefoni VOIP.

Che fine farà asterisk?

Saranno in molti a chiederselo, un po' come per MySQL, quando fu acquisita da Sun e poi da Oracle.
Per ora, Sangoma ha cercato di tranquillizzare gli animi con una FAQ (in inglese) ma di sicuro saranno in molti con le orecchie puntate per vedere nella pratica quali saranno le prossime mosse di questa nuova importante realtà nel mondo della telefonia su internet.
 

09 giugno 2018

Pane di pasta madre in macchinetta 2


Come vi raccontavo in un precedente post non trovo più il tempo per impastare a mano il pane di pasta madre, e sto sperimentando ricette per ottenere pane "casereccio" dalla macchinetta del pane.

Dopo alcuni insuccessi con i programmi a ciclo completo, dovuti a scarsa lievitazione, oggi ho provato una nuova ricetta, che si basa sulla disponibilità dei programmi "Impasto" e "Cottura" nella mia macchinetta.

Il programma "Impasto", impasta e lascia lievitare. Il programma "Cottura", beh, provate ad indovinare!

La ricetta di oggi è più o meno così:
  1. Buttate tutti gli ingredienti nella vaschetta: pasta madre, acqua, farina e sale. Le quantità che faccio di solito sono 600g farina e 400 di acqua. Nel dubbio meglio un impasto molle.
  2. Lanciate il programma "Impasto". Il mio dura 90 minuti.
  3. A fine programma, ho osservato la lievitazione e la consistenza: l'impasto era basso e troppo molle. Ho aggiunto farina e lanciato il programma "Impasto" una seconda volta.
  4. A fine programma lasciate che l'impasto lieviti fino all'altezza desiderata, ossia praticamente fino al bordo della vaschetta o poco meno.
  5. Lanciate il programma "Cottura". Il mio dura 60 minuti. Se necessario ripetete il programma cottura fino al tempo necessario. Leggendo i tempi parziali dei programmi a ciclo completo, la cottura dura da 65 a 80 minuti, a seconda dei programmi. La mia cottura è durata circa 80 minuti e la crosta è venuta molto croccante.
Ecco una foto del risultato:


Come diceva Benigni: "Provare, provare, provare..."

Aggiornamento (giugno 2018)
Ho sperimentato anche la versione 'notturna' di questa ricetta:
  1. Verso ora di cena, versate pasta madre, acqua e 90% della farina nella vaschetta
  2. Avviate il programma IMPASTO
  3. A fine programma, aggiungete sale e la farina che rimane
  4. Avviate ancora il programma IMPASTO
  5. Andate a dormire, lasciando i lievitini a festeggiare tutta la notte
  6. Alla mattina dovreste trovare l'impasto bello alto, pronto da cuocere
  7. Avviate il programma COTTURA (60 minuti sono ok, se imposto la doratura Alta)
Non avrete la soddisfazione del pane appena sfornato per colazione, ma una bella merenda a base di pane casereccio a metà mattinata non ve la toglie nessuno!

Aggiornamento (novembre 2018)
Pane di pasta madre in macchinetta 3

24 maggio 2018

Sveglia luminosa

Rientrate nella categoria dei "gufi"?
Siete di quelli che potrebbero andare avanti tutta la notte, ma alla mattina ti svegli su Marte?
Quelli che "la sera leoni, la mattina ...."?

La sveglia è una dolorosa necessità, e non deve essere di quelle da infarto o da allarme antincendio.

Meglio una musichetta dolce, che lentamente ti entra nel cervello, ricordandoti che ci sono persone che ti aspettano a scuola, in ufficio, al lavoro o semplicemente per la colazione.

Ho provato diverse soluzioni, dal PC con lettore di mp3 (Winamp, all'epoca) e job schedulato, alla radiosveglia, magari con funzione "rimanda" (snooze, in inglese) che ti consente di svegliarti per gradi.



Non c'è cosa più bella che svegliarsi spontaneamente, a conclusione dell'ultimo ciclo, con la luce del sole. Purtroppo d'inverno non è possibile, e spesso l'ora del risveglio non coincide con la fine di una fase di sonno.

Da qualche mese mi hanno regalato l'ultima novità nel settore: la sveglia luminosa.Una luce che si accende in maniera graduale, a partire da una mezzoretta prima dell'ora, simulando l'effetto della luce naturale che entra dalle finestre.





Questa lampada è stata diffusa in massa nella versione Philips, ad un prezzo non proprio popolare.
Philips-HF3520-01-Wake-Up-Light su Amazon

Nel mio caso, dispongo di una copia cinese, in vendita su Amazon.
Wake-Up Light,SOLMORE Lampada Touch

E' un modello a batteria, con ricarica via cavetto USB.  La batteria dura tre o quattro giorni, ma mantiene la memoria dell'ora anche da scarica.

La luce parte mezz'ora prima dell'ora impostata. All'ora impostata ripete dei suoni della natura, tipo uccellini nella foresta. Ha qualche difetto nel firmware, e a volte l'audio non parte.

Per me è una soluzione che funziona, mi trovo bene, meglio di tutte le soluzioni provate in precedenza.

Non ho il panico di svegliarmi al buio e lottare contro natura per aprire gli occhi e non vedere niente, o peggio ancora di accendere di colpo la luce per cercare di imporre l'alba al cervello.
Non ho il dubbio che al mattino alla radio stiano parlando o che mettano canzoni che non abbiano alcun effetto sul mio coma.

Insomma, mi sembra una buona stampella tecnologica, che non sostituirà mai una buona nottata di riposo e la luce dell'alba, ma almeno ci prova!

09 marzo 2018

Segnalibri su internet

Navigo internet dagli anni '90, quando ero all'università. Da allora ad oggi ho cambiato browser, computer e sede parecchie volte.

Ci sono dei posti che ho scoperto di cui vorrei mantenere un ricordo, perché sono particolari, o rilevanti per qualche mia esperienza o lavoro o interesse.

Dove registrarli?

Dopo alcuni cambi, e perdite di segnalibri, mi sono iscritto a Delicious, che, a costo zero, mi consentiva di registrare segnalibri dal browser, e ripescarli a piacere. Nato nel 2003, è stato il sito che ha diffuso per primo la possibilità di etichettare i propri segnalibri, creando delle 'zone' di interesse.

https://del.icio.us/simon_allen_71/

Lo usavo raramente, ma ho accumulato qualche decina di siti che ogni tanto rivisito e di cui vorrei ricordarmi.

Ora (marzo 2018) scopro che nel 2017 è stato acquistato e ibernato da un sito rivale, Pinboard.

Da una parte, internet, come ogni essere vivente, è un flusso continuo, e, come dice un vecchio sito di messaggi di errore haiku,

hai messo il piede nel fiume
ma l'acqua è cambiata
la pagina c'è più

Dall'altra, ci sono persone e organizzazioni che vivono per anni, e continuano a produrre contenuti interessanti, o fanno partire nuove iniziative che posso seguire.
Quindi, voglio provare a conservare i vecchi segnalibri, e avere un posto dove posso tenere i nuovi.

Dove traslocare i miei vecchi segnalibri?

Ho trovato in inglese una recensione dei siti di "social bookmarking" ossia di segnalibri condivisibili e ricercabili. Anche Wikipedia ha una sua pagina dedicata al fenomeno, e, in inglese, una lista di siti e servizi.


Per ora nella mia lista ci sono:
 Farò qualche esperimento e ve lo racconterò.

19 febbraio 2018

Pane di pasta madre: ricetta per macchinetta del pane

Da bravo occidentale salutista, ho sperimentato con la pasta madre, per fare il pane come una volta.

Ma il tempo è più compresso di una volta, e da sei mesi ormai avevo rinunciato agli impasti e le infornate del weekend.

Grazie alla richiesta di una amica, ho riattivato la pasta madre che era archiviata nel freezer, e, dopo una settimana di cure materne, mi sembrava pronta per la missione.

A questo punto ho tentato la strada della tecnologia. Ho cercato in internet qualche ricetta, forte della mia esperienza manuale. Quella che mi ha dato più speranza l'ho trovata (in inglese) nel blog di Rachel Cotteril.

Il risultato è stato confortante e commestibile, tanto che l'ho ritratto per condividerlo con voi.

La mia ricetta tecnologica per avere un pane di pasta madre appena sfornato per colazione va più o meno così:
  1. nel tardo pomeriggio, metti pasta madre (almeno 50g), acqua e farina nella vaschetta
  2. lancia il programma "Impasto" (il mio dura 1h30)
  3. aggiungi il sale (2 cucchiaini), bagnandolo
  4. dopo cena, seleziona il programma più lungo che ha la macchinetta, nel mio caso, "Integrale Pane Bianco" da 3h50. Imposta la partenza ritardata quanto basta per arrivare a un'oretta prima della colazione. Es. avviandolo alle 22, impostando un tempo totale di 8h, finisce alle 6 e posso sfornarlo alle 7 ancora caldo (deve raffreddarsi un pochino, prima di tagliarlo).
Grazie Dio, per il pane quotidiano!

14 febbraio 2018

Libero professionista in Italia

Ho aperto la partita IVA nel 2011 e l'ho chiusa nel 2017.

Nel frattempo ho capito alcune cose.

Il libero professionista in Italia deve essere veramente libero.

Non deve avere familiari a carico. Non deve avere un mutuo. Non deve avere handicap o barriere tecnologiche.

Tutte queste cose costano e non c'entrano con la professione. Lo Stato non le prevede nella vita del professionista, e rimangono esclusivamente a tuo carico.

Se non ti pagano una fattura, e non mangi per un mese, è un tuo problema e devi soffrirci tu. Chiaramente se hai familiari a carico, diventa difficile spiegarlo a loro.

Se ti ammali e non puoi lavorare, e magari devi anche pagare i ticket, sono problemi tuoi. Lo Stato non prevede che un professionista si ammali.



Lo Stato si tutela anche per il futuro dei lavoratori dipendenti. Ti chiede di pagare acconti di tasse e INPS per l'anno successivo. Devi versare tasse su quello che prevede che guadagnerai nel corso dell'anno dopo. Fa niente che oggi fai fatica ad arrivare a fine mese.

Puoi anche non pagare: lo Stato te li anticipa e poi ti chiede le sanzioni due anni dopo, come andare in banca e pagare gli interessi.


Stai ancora pensando di voler aprire una partita IVA?

Continua la tua lettura qui:
https://www.fanpage.it/13-cose-che-devi-sapere-se-apri-ora-la-partita-iva-se-no-sei-fottuto/
(versione aggiornata di questo articolo)